L’uomo dagli occhi dolci

(Alessandro Colombo)
Canta Alessandro Colombo

 

Io non lo conosco e allora dimmi, adesso, dunque,
da dove cominciamo? Ho letto solo il suo passato,
e a volte ciò che è scritto non è quello che si legge….

“Siamo come foglie che il vento porta ovunque,
siamo come un fiore sbocciato e calpestato,
siamo come ombra, come ombra che fugge.”

C’era un uomo dagli occhi dolci
che viveva nel paese,
che parlava in modo strano,
con le mani sempre tese
come a dire “Io ci sono”,
come quasi per indicare.
C’era un uomo dagli occhi dolci
e quell’uomo voleva andare.

Ma più delle sue frasi, e di tutti i suoi pensieri,
voglio aver davanti gli occhi accesi di un bambino,
di chi è solo in mezzo ai soli e non si riesce a sollevare.

E chiedeva: “Siete voi dei buoni giardinieri?
Tenere pianticelle vi sono nel giardino
che dovete fare crescere, annaffiare, coltivare….”

C’era un uomo dagli occhi dolci
che non voleva sapere nulla.
Il suo scopo era “marcire”,
essere considerato “nulla”.
Era un pazzo nel suo dire:
“Alla farina non ti fermare…”
C’era un uomo dagli occhi dolci
e quell’uomo sapeva amare.

“Osservate com’è stupendo vivere nell’amore”.

Poco importa se i fascisti un giorno l’hanno anche arrestato
perché serviva “i suoi padroni” dai piedi nudi sulla neve,
e ridendo avrà pensato: “Tra le sbarre ci son loro”.

E dal troppo amore amato, infine, il cuore gli è scoppiato,
e alla sua, “nostra” famiglia “Vedrai” ha detto lieve lieve,
e qualcuno ancora adesso sta guardando il suo lavoro.

Ma sopra un Ponte là sul Lambro ho sentito che l’han visto,
tutto il bene controllava perché venisse fatto bene.
Sorridendo svolazzava, qualcuno giura che cantava:

“Osservate com’è stupendo vivere nell’amore”.