Memoria liturgica

Beato Luigi Monza, sacerdote

“se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo;
se invece muore, produce molto frutto”
(Gv 12,24)

Leggi il testo integrale dell’Omelia di Don Stefano Dolci, parroco di Ponte Lambro
in occasione della Celebrazione Eucaristica nella cappella de “La Nostra Famiglia”

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Fa parte della tradizione dell’umanità conservare e tramandare la memoria dei propri illustri antenati per onorarli e per imitarli. Anche nella Chiesa i credenti cominciarono sin da subito a fare memoria degli Apostoli prima e dei Martiri poi, vivendo la gioia di onorare coloro che, a causa di Cristo, furono capaci di dare la propria vita.
La Santità è il segno dell’azione dello Spirito Santo, perennemente all’opera in coloro che, docili alla grazia, si lasciano e orientare e, attenti alla Parola, si lasciano plasmare divenendo, lungo la storia, testimoni del Vangelo. La Santità è una realtà che non appartiene al futuro ma al presente dell’esperienza della salvezza: la santità è ora ed è sempre l’ora della santità.

Attraverso il “fare memoria” dei suoi Santi, la Chiesa tiene viva la “sfida alla santità” cui è chiamato ogni battezzato: i Santi sono la garanzia che è possibile vivere di Vangelo e che il Vangelo può fecondare il cuore di ogni uomo e donna e renderli capaci di quell’Amore che è di Dio. I Santi sono icone viventi, amici del Signore e nostri compagni di viaggio.

Fare memoria dei Santi è celebrare la comunione tra cielo e terra, tra presente e futuro, tra desiderio e compimento.
Fare memoria della loro esistenza è affidare a loro il nostro passaggio sulla terra in mezzo agli altri uomini e donne che guardano al futuro e cercano speranza.

 

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