Giornata della Vita Consacrata 2017

La Giornata della Vita consacrata che ogni anno viene celebrata il 2 di febbraio, vuole aiutare l’intera Chiesa a valorizzare sempre più la testimonianza delle persone che hanno scelto di seguire Cristo da vicino mediante la pratica dei consigli evangelici (povertà, castità ed obbedienza) e, nello stesso tempo, vuole essere per le persone consacrate occasione preziosa per rinnovare i propositi e ravvivare i sentimenti che devono ispirare la loro donazione al Signore.

“Alle persone consacrate, poi, vorrei ripetere l’invito a guardare al futuro con fiducia, contando sulla fedeltà di Dio e la potenza della sua grazia, capace di operare sempre nuove meraviglie: “Voi non avete solo una gloriosa storia da ricordare e da raccontare, ma una grande storia da costruire! Guardate al futuro, nel quale lo Spirito vi proietta per fare con voi ancora cose grandi”(Giovanni Paolo II, Vita Consecrata, n. 3).

Tutti i Papi che si sono succeduti nei vari pontificati hanno incoraggiato e sostenuto questa grande missione di tutti i consacrati, a non perdersi d’animo, a non guardare alla quantità delle vocazioni ma alla qualità della testimonianza singola e fraterna. C’è davvero una grande urgenza che la vita consacrata si mostri sempre più “piena di gioia e di Spirito Santo“, si spinga con slancio sulle vie della missione, si accrediti in forza della testimonianza vissuta, giacché “l’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni” (Paolo VI, Evangelii nuntiandi, n.41).

E ancora come non riportare le parole del nostro Papa Francesco che vede e sostiene i consacrati spronandoli ad essere capaci di “attrazione” per le persone?  I consacrati e le consacrate sono chiamati innanzitutto ad essere uomini e donne dell’incontro. “La vocazione, infatti, non prende le mosse da un nostro progetto pensato “a tavolino”, ma da una grazia del Signore che ci raggiunge, attraverso un incontro che cambia la vita. Chi incontra davvero Gesù non può rimanere uguale a prima. Egli è la novità che fa nuove tutte le cose. Chi vive questo incontro diventa testimone e rende possibile l’incontro per gli altri; e si fa anche promotore della cultura dell’incontro, evitando l’autoreferenzialità che ci fa rimanere chiusi in noi stessi.” (Papa Francesco ai consacrati basilica vaticana 2 febbraio 2016)