Don Luigi Monza: Santo per l’oggi

A 13 ANNI DALLA BEATIFICAZIONE
DON LUIGI MONZA: SANTO PER L’OGGI

 

Dopo 13 anni da quando don Luigi Monza, sacerdote ambrosiano (Cislago 1898-Lecco 1954), fu beatificato il 30 aprile nel Duomo di Milano, cosa raccogliamo dalla sua eredità spirituale?
Egli fu un prete semplicemente straordinario nel ministero. Conobbe la povertà materiale e spirituale, la fatica del lavoro e dello studio, la gioia di donarsi totalmente al Signore per amore del prossimo, la sfida del ministero pastorale, segnata da successi e delusioni.
Una luce di Dio che splende ancora oggi per insegnarci la bellezza della fede, dell’amore, della gratuità, del servizio agli ultimi.
Nel nostro attuale mondo dove vediamo ancora i segni del «paganesimo» nella lontananza da Dio, nel disprezzo dei fratelli, nella paura della diversità, nella chiusura nel proprio egoismo, nella ricerca del successo apparente a scapito dei valori più veri dell’umanità, il Beato può ancora rivolgerci una parola di bene, di incoraggiamento, di sguardo aperto ad un futuro di speranza, di invito a giocarsi in prima persona per l’edificazione di un mondo più bello, giusto e santo.

Quali sono gli elementi significativi della sua spiritualità, che ci possono aiutare in una piena realizzazione della nostra vita?
L’umiltà: sapere di essere nulla di fronte a Dio, ma sentire l’impegno di operare con tutte le proprie forze e competenze a servizio di Dio.
La carità: un Amore divino, così grande e gratuito che, se ricevuto, ci trasforma e ci richiede di essere donato agli altri.
La dignità: ogni persona vale per ciò che è, grande o piccola, sana o meno sana, italiana o straniera.
Essa ha diritto a ricevere attenzione e cura, accoglienza e piena integrazione.
La fiducia in Dio: un affidamento totale all’azione di Dio che ci ha creati per amore e ci continua ad offrire il dono della Salvezza, in Gesù Cristo.
La fiducia nell’uomo: ogni persona ha delle potenzialità di bene, ha dei doni che può spendere per gli altri, per aiutarli nella realizzazione dei propri sogni.
L’apertura al futuro: è l’invito a non rinchiudersi in modelli esistenziali stereotipati, in esperienze pastorali ripetitive, ma ad aprirsi alla continua novità che Dio ci dona nel suo Spirito.

E, fiduciosi nella sua intercessione presso il Padre, gli rivolgiamo queste semplici parole (Cfr. Sal 79):

 

Don Luigi,
volgi dal Cielo il tuo sguardo
osserva e cura questa tua vigna
e dà compimento
a ciò che piantasti con la tua mano.