Capodanno Controcorrente….un’esperienza significativa da ricordare!

La fonte della nostra gioia è nell’Amore.
É bello e gioioso amare.
Beato Luigi Monza

Di seguito riportiamo la testimonianza di una giovane che ha vissuto l’esperienza del Capodanno Controcorrente a Firenze nei giorni dal 29 dicembre 2016 al 1 gennaio 2017.
Un’esperienza da ricordare perchè, insieme alla “stanchezza fisica” c’era il valore del “calore umano nel cuore.

Decido di partecipare al Capodanno Controcorrente dopo i consigli di alcuni compagni di Università, Raffaele e Annalisa, i quali mi hanno raccontato la loro positiva esperienza nel 2015. La partenza è fissata per giovedì 29 dicembre da “La Nostra Famiglia” di Bosisio Parini, dove frequento da ormai 3 anni il corso di Educazione Professionale; al momento della partenza da Bosisio siamo 9 ragazzi e, oltre a Raffaele, conosco solo Martina. Intraprendo quindi questa esperienza carica di curiosità e voglia di conoscere gente e posti nuovi, ma con un po’ di titubanza e timidezza.
Viaggiamo tranquilli e arriviamo a Firenze nella Comunità di Padri Comboniani che ci ospiterà, nel primo pomeriggio; ci sistemiamo nelle stanze, facciamo due passi nei dintorni della struttura per poi tornare e conoscere meglio anche gli altri gruppi provenienti da Lombardia, Veneto e Puglia e le “Piccole Apostole della Carità”, in totale siamo circa 40 ragazzi/e … siamo veramente in tanti! Nel gioco di conoscenza tutti si presentano dicendo nome, età, cosa fa nella vita e da dove viene poi il gioco si complica e ognuno deve sforzarsi di ricordare le informazioni di tutti. Con la formazione di due squadre, suggerimenti e penitenze, ci si comincia a conoscere.
Successivamente ci viene spiegato come ci divideremo nelle varie strutture per svolgere il nostro servizio: un gruppo andrà alla mensa dei poveri e gli altri due gruppi andranno in due case famiglia mamma-bambino. Ceniamo tutti insieme e infine concludiamo la serata con la visione di ‘Non sposate le mie figlie’, film girato in seguito all’attentato a Charlie Hebdo.
Venerdì 30 iniziamo la giornata con la colazione e ci prepariamo alla partenza per San Michele, la casa famiglia per mamme e bambini stranieri che io e il mio gruppo andremo ad aiutare per i prossimi giorni. La responsabile della casa, Giulia, ci spiega come è organizzata la struttura e ci suddivide in tre gruppi per svolgere differenti lavori: io ed altri, con l’aiuto dell’educatore Marco, scendiamo in ripostiglio per sistemare e catalogare i diversi prodotti per bambini. Verso l’ora di pranzo risaliamo per preparare il pranzo e per pranzare con le mamme e i bambini. Prima di tornare dai Padri, abbiamo ancora un po’ di tempo per giocare con i bambini e poi salutarli. Nel pomeriggio raggiungiamo il centro di Firenze e, con una guida, visitiamo il Museo degli Innocenti e la Chiesa della Santissima Annunziata. Tornati in Comunità ci prepariamo per raggiungere la Caritas di Firenze, per preparare la cena che poi andremo a servire nelle strade ai senza dimora della città. Ci disponiamo in base al luogo in cui dobbiamo servire pane, pasta, frutta, dolci e bevande varie; l’affluenza alla mensa è alta.
Ci tratteniamo poi a chiacchierare con alcuni di loro che ci raccontano alcuni tratti della loro vita. Alle 23.00 torniamo alla sede della Caritas per concludere la serata cenando insieme e poi rientriamo in Comunità, con la stanchezza fisica, ma il calore umano nel cuore.
Il giorno seguente, l’ultimo dell’anno 2016, ci svegliamo per raggiungere San Michele e ci mettiamo al lavoro per concludere la sistemazione del ripostiglio; a mezzogiorno pranziamo con le poche mamme e i bambini presenti in struttura, poiché alcune sono andate a festeggiare la fine dell’anno dai loro parenti o amici. Dopo aver giocato un poco con i bambini, li salutiamo e andiamo a visitare la mostra di Ai Wei Wei, un artista contemporaneo cinese anticonformista nei confronti del regime del suo paese. Passeggiamo poi nel centro, per dare uno sguardo all’imponenza delle strutture architettoniche presenti in piazza Duomo, anche se la folla non ci permette di camminare con tranquillità. Verso le 17.00 ritorniamo alla Comunità dai Padri per i preparativi del cenone di Capodanno e alle ore 20.00 mangiamo insieme a loro in un clima di allegria e positività. Più tardi partecipiamo alla Veglia di preghiera e poi restiamo in attesa  dell’anno nuovo, ammirando i fuochi d’artificio dal balcone panoramico della struttura. Il giorno seguente, primo giorno dell’anno 2017 ed ultimo di questa esperienza, la sveglia è sempre puntata alla stessa ora, facciamo colazione e andiamo alla casa famiglia per trascorrere l’ultima mattinata in compagnia di mamme e bambini; ultimiamo i lavori nel ripostiglio, pranziamo tutti insieme, e poi ci salutiamo definitivamente alle 13.30, con un po’ di tristezza e dispiacere.
Rientrati in Comunità, prepariamo le valigie e partecipiamo alla Messa come augurio di buon anno e saluto a tutti coloro che hanno vissuto questa avventura. Torniamo a casa in serata, felici di aver trascorso questi intensi giorni, anche se pochi, in aiuto e al servizio degli altri, con la convinzione che questa esperienza sia stata importante per la crescita di ognuno di noi.